Bellezza che risuona nella frequenza di chi sente. Gioielli simbolici, pensati per rivelare.
Yumès nasce da un progetto della designer Silvia Gazzola,
come espressione della sua visione progettuale e del suo modo di intendere il design.
Deriva da una visione nitida: la bellezza non aggiunge, rivela.
In Yumès il gioiello è il punto di partenza; il suo alfabeto primario — giada, ametista, topazio — ma la grammatica
è più ampia: catene, materia, segni, opere.
Ogni creazione è un gesto consapevole che accorda il visibile con l’invisibile, la forma con la frequenza.
Yumès non cerca l’ornamento: cerca risonanza.
Quando la pietra “chiama”, il progetto risponde attraverso taglio, ritmo e proporzione, scelti con rigore minimale.
La forma non è mai solo estetica: è intenzione, è presenza, è energia che prende corpo.
Le lavorazioni sono intenzionali e ibride: selezione delle pietre in piccoli lotti, montaggio a mano, dettagli in metallo lavorati in atelier e, quando necessario, processi contemporanei per prototipi e finiture.
Nascono pochi esemplari, spesso in edizione limitata, perché ogni onda ha un inizio e una fine.
Yumès è una galleria curata: vasi rituali e tele materiche diventano opere gioiello, estendendo il gesto oltre il corpo.
Il progetto si apre a collaborazioni con artisti affini per custodire un linguaggio comune fatto di semplicità essenziale, energia dichiarata, identità netta.
Yumès non ha la pretesa di piacere a tutti. Parla a chi sente.